1991

Luigi Ontani

ErmEstEtiche

Audioguida

Statue in ceramica policroma e oro zecchino, realizzate con Gatti – Faenza

  • SganappinOntani
  • SanSebastianSagittariO

1991

ErmEstEtiche Opera di Luigi Ontani

Luigi Ontani

ErmEstEtiche

Audioguida

Statue in ceramica policroma e oro zecchino, realizzate con Gatti – Faenza

SganappinOntani
SanSebastianSagittariO

Le due statue agli angoli della sala fanno parte delle “ErmEstEtiche”. Queste opere sono realizzate con la collaborazione della Bottega Gatti di Davide Servadei in Faenza, dal 1990 punto di riferimento, nella vita del maestro.

Del San Sebastiano osservare i particolari: scolpiti sul busto corazza figure mitologiche di arcieri, sulle spalline i simboli che distinguono l’arte visiva del maestro, cioè le figure ridondanti dell’occhio e della foglia di ontano.

SanSebastianSagittariO
SanSebastianSagittariO Opera di Luigi Ontani

L’ideale particolarità che caratterizza l’opera è una freccia che trafigge, ad altezza del cuore, un cerchio di colori. Quest’ultima figura allegorica e pittorica della storia cristiana di San Sebastiano, il cui culto riacquista una diversa linfa vitale nella visione olistica dell’Io dell’artista; il Santo si trasforma, in quella che potremmo definire “Arte” e, come il martire che muore per la propria fede, così l’arte per l’ideale. Esso è anteposto alla visione mistificatrice e non provocatoria di uno spazio e di un tempo che vogliono preservare la separazione tra soggetto e oggetto.

SganappinOntani
SganappinOntani Opra di Luigi Ontani

La seconda “ErmEstEtica”, che si trova dall’altro lato della sala, rappresenta Sganappino, la maschera bolognese ideata nel 1877 dal burattinaio e attore dialettale Augusto Galli. Il nome deriva da “sganappar”, che indica il mangiare voracemente una gran quantità di cibo. È timoroso e ingenuo, ma non difetta di una certa furbizia, seppur mai maliziosa, ed è l’inseparabile amico di Fagiolino.

I particolari che l’artista inserisce nell’opera sono un omaggio al cantautore bolognese Lucio Dalla: il disco d’oro è l’aureola; la capigliatura ricorda il rivestimento di un fiasco di vino, oggetto tipico delle osterie bolognesi amate dal cantautore; il fallo è raffigurato come un clarinetto, lo strumento suonato da Dalla; infine un piede si trasforma in una zampa animalesca, rievocando la canzone “Attenti al Lupo” (vedi la posa “Lapsus Lupus” come Opera e Intuito – Mostra a Roma e New York precedente alla canzone). Anche la città del musicista viene omaggiata: i tipici colori rosso e blu ornano la calza e i tortellini fungono da bottoni. Infine, l’artista, con la sua peculiare intenzione di esprimere le relazioni tra l’unità e il tutto, decora lo “Sganappino” con una spilla, identica ad un altro lavoro artistico: il tableau vivant “Pinocchio”. È l’opera alibi specifico per la mostra a Bologna nella galleria di Lucio Dalla (Ex studio di registrazione). Bilancia ironica = “Ha fatto fiasco” e “Disco d’oro”.